Isole Tremiti

B&B Oasi Lago Salso - Il territorio - Isole Tremiti

L'arcipelago, posto a nord del Gargano all'atezza del lago di Lésina e a circa 10 miglia marine dalla costa, è formato da tre isole principali e da uno scoglio (Il Cretaccio): San Dòmino, ricca di vegetazione, è la più grande; San Nicola ospita l'unico abitato, con l'antica fortezza e le annesse strutture abbaziali; Capraia, brulla e disabitata. Lo tutela una una Riserva naturale marina, della quale fa parte anche l'isola di Piansa.

Furono abitate sin dal Neolitico - come hanno dimostrato i ritrovamenti, avvenuti già nel XIX secolo a San Dòmino e sul Cretaccio, di vasi fittili, armi in pietra, cuspidi, asce e altri manufatti litici prevalentemente silicei - e fu con l'Eneolitico che l'influsso illirico si fece più forte qui (necropoli di San Dòmino) e sul Gargano, a seguito delle trasmigrazioni di popolazioni balcaniche. L'arcipelago entrò poi nella sfera d'influenza dei colonizzatori greci, che lo usarono come 'testa di ponte' nei commerci con le antiche città del promontorio (Siponto in primis). I romani ne potenziarono la vocazione di contatto con la dirimpettaia Illirica, adibendolo però anche a luogo di deportazione, e solo con la caduta dell'impero ritornarono i pirati.

Intorno al 300 si tramanda fu fondata la prima chiesa sull'isola di San Nicola, sostituita verso l'XI secolo, per volere di Benedettini provenienti da Montecassino, da un secondo luogo di culto con annesso monastero; questo in breve raggiunse una potenza tale da distaccarsi dall'abbazia madre e da estendere il proprio potere nel Gargano e nel Molise. ove ricevette non poche donazioni. Durante il regno di Federico II il complesso religioso - e quindi l'arcipelago - conobbe un periodo di decadenza, che si protrasse sino a quando non arrivarono i Cistercensi: questi ampliarono e consolidarono le fortificazioni dell'isola, anche con l'ausilio degli angioini; a a quest'ordine si sostituirlo i Canonici regolari lateranensi, che riportarono in auge l'abbazia trasformando l'arcipelago in una fase di appoggio della Repubblica Veneziana, mentre le scorrerie dei turchi infestavano le coste dall Puglia. La battaglia di Lèpanto non pose però fine alla pirateria, che sullo scorcio del XVII secolo procurò alle Trèmiti un nuovo periodo di grave decadenza. Con l'avvento dei Borbone e la soppressione definitiva dell'abbazia, le isole divennero ancora luogo di deportazione e sede di una colonia penale: tali rimasero anche dopo l'unificazione d'Italia e durante il fascismo, quando, pur chiusa la colonia penale, San Nicola fu luogo di confino di oppositori del regime; nel 1932, anno cui risalgono l'istituzione di un comune autonomo - con sede a San Nicola di Trèmiti - e l'annessione dell'isola di Pianosa, se decise di trasferire la popolazione civile sull'isola di San Dòmino costruendo un nuovo abitato. Alla fine della seconda guerra mondiale venne abolira la colonia di confinanti, e le Trèmiti ricominciarono una nuova esistenza, che progressivamente ha trovato nel turismo una sostanziale occasione di rilancio e valorizzazione.

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